“E’ affascinante pensare che il minuscolo Colosseo di Eliogabalo, da posto di lotta e di prevaricazione possa essere diventato un orto pacifico e sereno. La superficie, chiusa e separata dalle antiche mura, è ombreggiata da alcune grandi pergole che, oltre ad attenuare la luce durante l’estate, rendono il lavorare e lo stare nel posto molto meno faticoso e duro. Le pergole sono coperte di uva e di rose: ombreggiano tante piccole piante di fragole, giacinti, narcisi, viole e mughetti. I muri sono in parte coperti e attutiti da limoni, aranci e pompelmi.

Piante di fico, di ulivo, d’albicocco, cachi e melograni ne punteggiano vigorosamente le zone. Fagiolini, zucchine, pomodori, peperoni e melanzane, avvantaggiati dal calore e dal riverbero delle vecchie mura, gareggiano in vitalità e generosità. I piccoli campi in pieno sole producono famose insalate e saporiti legumi. Il terreno è ricco, friabile e antico.

I bordi dei piccoli viali sono stati costruiti con le rimanenze dei tanti apporti minerali che di secolo in secolo hanno invaso, in un modo o nell’altro, questa zona: mattoni, pezzi di marmo, pietra, tegole, sono parte di un lungo inventario.

Le erbe aromatiche, quasi bruciate dal sole, protette e coltivate con particolare amore e perizia dai padri giardinieri, profumano in maniera forte e robusta: gli aromi dell’orto di Santa Croce in Gerusalemme sono noti per la loro fragranza e per la loro speciale qualità.”

Paolo Pejrone

AAVV, L’Orto Monastico Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, Roma, Associazione Amici di Santa Croce in Gerusalemme, 2008