La Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus per le sue iniziative di tutela, conservazione, promozione, valorizzazione e diffusione del patrimonio storico, culturale e artistico con prevalente riguardo alla città di Roma e con particolare riferimento alla promozione di attività di restauro di beni aventi valore storico, artistico e culturale ha stretto una partnership con l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro – ISCR.

 

Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro – ISCR

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ISTITUTO SUPERIORE PER LA CONSERVAZIONE ED IL RESTAURO – ISCR: L’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro – ISCR, istituito con DM del 7 ottobre 2008, è organo tecnico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ed afferisce alla Direzione Generale Educazione e Ricerca; è specializzato nel campo del restauro e della conservazione delle opere d’arte e del patrimonio culturale.

L’ISCR è dotato di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile. Presso I’ISCR opera la Scuola di Alta Formazione, denominata SAF, alla quale compete l’attività formativa dei futuri restauratori

 

L’Istituto è stato fondato nel 1939 su suggerimento di Giulio Carlo Argan e diretto dai suoi inizi fino al 1959 da Cesare Brandi. I compiti attuali sono pressoché identici a quelli identificati fin dalla sua origine.

La novità della sua impostazione consiste nell’unicità di un organismo in cui si svolgono contemporaneamente la ricerca, la formazione e l’attività sistematica e continua di restauro e di sperimentazione.

Al suo interno convivono storici dell’arte, architetti, archeologi, fisici ed esperti nei controlli ambientali, chimici, biologi, restauratori delle diverse tipologie di materiali costitutivi dei manufatti di interesse storico e culturale (dipinti, tessuti, opere d’arte su carta, metalli, ceramiche, pietre, cuoio, legno ecc.). Fin dai suoi inizi la consapevolezza della interdisciplinarietà come fondamento di una corretta e precisa pratica del restauro è stato il suo principale sistema di lavoro.

 

L’attività attuale prosegue secondo le indicazioni teoriche e metodologiche tracciate da Cesare Brandi, sviluppandone e approfondendo alcuni spunti: la conservazione preventiva (definita e impostata da Brandi fin dal 1956), l’aggiornamento tecnologico e scientifico applicato alle opere d’arte, soprattutto per quello che riguarda le prove non distruttive, la realizzazione di importanti restauri (Assisi prima e dopo il terremoto, il Cenacolo di Leonardo a Milano, la statua bronzea del Marc’Aurelio, i reperti subacquei, i Guerrieri di Riace, le pitture murali di Tarquinia e Pompei, la Torre di Pisa).

Un aspetto importante dell’impegno dell’istituto è la realizzazione del Sistema Informativo Territoriale della “Carta del rischio del Patrimonio Monumentale”, un insieme di banche dati (GIS) che documenta la vulnerabilità del patrimonio, monumentale e archeologico, distribuito nelle città storiche e nel territorio italiano in relazione ai principali fenomeni di rischio naturale (terremoti, frane, alluvioni, condizioni meteoclimatiche, inquinamento) e antropico (furti, incendi, abuso turistico).

Scopo della Carta del Rischio è la definizione di una politica programmata di interventi conservativi, di manutenzione e di restauro, che tenga conto delle risorse economiche disponibili in rapporto alle necessità di prevenzione e di intervento nei musei, nelle chiese, nei palazzi storici e nelle aree archeologiche.

 

L’attuale Direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro – ISCR è l’architetto Gisella Capponi.

 

I marchesi Sacchetti e l’ISCR hanno restaurato il Ninfeo di Palazzo Sacchetti

I marchesi Sacchetti e l’ISCR hanno restaurato il Ninfeo di Palazzo Sacchetti

 

Il rapporto di collaborazione tra Giulio e Giovanna Sacchetti e l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro è nato nel 2005 a seguito dell’avvio degli interventi conservativi sul  Ninfeo di Palazzo Sacchetti. Il restauro del Ninfeo, iniziato nel 2005 e concluso nel 2008, è stato condotto dall’ISCR allora diretto dalla dottoressa Caterina Bon Valsassina.

 

La partnership tra i marchesi Sacchetti e l’ISCR è uno dei primi esempi di collaborazione tra soggetto pubblico e privato. Questa ha consentito di recuperare un manufatto cinquecentesco di altissimo pregio artistico ed è stata l’occasione per lo studio diretto dei ricchi apparati decorativi.

 

In allegato all’articolo pubblicato nel sito dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, l’interessante studio condotto sulle conchiglie utilizzate nella decorazione del Ninfeo di Palazzo Sacchetti.

 

Nel corso del restauro del Ninfeo di Palazzo Sacchetti l’ISCR è stato affiancato dai restauratori Carlo Giantomassi e Donatella Zari.