La famiglia Sacchetti, di origini fiorentine, è già affermata ai tempi di Dante. Di tradizione guelfa e sempre vicina al Papato, con la salita al potere dei Medici a Firenze la famiglia si trasferì a Roma.

 

L’ambiente principale in cui si consolidò il mecenatismo della famiglia, che ebbe tra i suoi esponenti di spicco nel Seicento i fratelli Marcello e Giulio, è il Palazzo Sacchetti di via Giulia; edificato per propria abitazione da Antonio da Sangallo alla metà del Cinquecento e acquistato nel 1648 dal cardinale Giulio Sacchetti, che per due volte mancò l’ascesa al soglio pontificio.

 

Palazzo Sacchetti, già impreziosito dagli affreschi di Francesco Salviati e in seguito da quelli di Pietro da Cortona, ospitò la Collezione di famiglia che vantava oltre settecento opere realizzate dai maggiori artisti dell’epoca, tra cui Guido Reni, Guercino e Pietro da Cortona.

 

M.se Giulio Sacchetti

Giulio Sacchetti è stato per oltre trent’anni ai vertici dell’Amministrazione civile del Vaticano

 

Nel Novecento il nome della famiglia è legato alla figura di Giulio Sacchetti (1926-2010), per oltre trent’anni ai vertici dell’Amministrazione civile del Vaticano: il laico più alto in carica, e più vicino al Pontefice, nella struttura gestionale dello Stato.

 

Paolo VI creò per Giulio Sacchetti l’inedito ruolo di Delegato Speciale della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, che Giulio indirizzò verso formule organizzative più moderne: dalla gestione degli immobili a quella del personale, dagli approvvigionamenti alla sicurezza, dalla sanità alla emissione di monete e francobolli.

 

Portano la firma di Giulio Sacchetti i contratti per i restauri della Cappella Sistina e la trasformazione di Santa Marta in struttura ricettiva per i cardinali, oggi dimora di Papa Francesco. Inoltre, Giulio Sacchetti si è speso molto per i Musei Vaticani favorendo anche iniziative di artisti contemporanei: nel 1990 viene collocata la sfera in bronzo di Arnaldo Pomodoro nel Cortile della Pigna.

 

Il lungo rapporto di Giulio Sacchetti con il Vaticano è narrato dallo stesso Giulio nel suo volume “Segreti Romani”, una raccolta di ricordi, annotazioni e cronache che offrono una immagine inedita e singolare della Roma papalina e della vita della nobiltà romana degli ultimi due secoli, in un intreccio suggestivo di grandi eventi e di piccoli segreti legati alla famiglia Sacchetti.

 

La grande curiosità storica di Giulio Sacchetti, che lo ha portato a scrivere “Segreti Romani”, la si deve per la maggior parte all’assidua consultazione e studio del proprio Archivio familiare, custodito a Palazzo Sacchetti fino al 2014, quando per volontà della famiglia è stato donato all’Archivio Storico Capitolino.

 

Giovanna Zanuso Sacchetti dal 1985 ha condiviso con il marito Giulio la passione e l’interesse per l’arte, la storia e la cultura, dedicandosi in modo assiduo alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico di famiglia ed in seguito anche a favore di alcuni beni storici presenti nella città di Roma, non tralasciando iniziative a sostegno della ricerca scientifica e quelle a carattere di solidarietà sociale.

 

M.sa Giovanna Sacchetti

Giovanna Zanuso Sacchetti con la Fondazione continua l’opera iniziata insieme a suo marito Giulio

 

Giovanna Zanuso Sacchetti si è occupata della cura e della manutenzione del patrimonio artistico di Palazzo Sacchetti, dal mobilio e dalle statue antiche ai famosi Mappamondi di Vincenzo Coronelli alla grande Galleria verso il Tevere, al Ninfeo del giardino all’italiana, restaurato nel 2008.

 

Nel 2003 Giovanna si è impegnata nel restauro dell’orto monastico di Santa Croce in Gerusalemme, la chiesa fondata da sant’Elena madre di Costantino, che comprendeva una sezione importante del Teatro di Eliogabalo incluso nelle mura della basilica.

 

Nel 2007, grazie al supporto dei coniugi Sacchetti, è stata affidata a Jannis Kounellis l’ideazione di un portale di accesso all’orto: l’artista greco crea un ‘Sipario’, in filo di metallo e vetri colorati, attraverso il quale si ha la visione del giardino, recuperato e ridisegnato con essenze e piante necessarie al monastero.

 

Nello stesso anno l’Istituto Farmacologico ‘Mario Negri’, grazie a Giulio e Giovanna Sacchetti, è stato dotato di un nuovo laboratorio per la ricerca nelle malattie neurologiche.

 

Nel 2013 Giovanna Zanuso Sacchetti istituisce la Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus per continuare, attraverso iniziative e progetti a favore del patrimonio storico, culturale e artistico, della ricerca scientifica e della solidarietà sociale, l’opera iniziata con suo marito Giulio e per dar seguito a un mecenatismo in chiave contemporanea, che fin dal Seicento ne contraddistingue la famiglia.

 

Giulio e Giovanna Sacchetti

Giulio e Giovanna Sacchetti hanno condiviso l’interesse per le arti e l’impegno per il sociale